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Giorgio
Abrate
@copyright 2022
“Scrivere canzoni è un modo di appiccicare una nostra piccola tessera colorata nel grande e multiculturale mosaico della vita"

Giorgio Abrate, è un cantautore “organico” originario di Torino. Usa questa definizione perché ben rappresenta la sua convinzione che sia importante ripescare la musica suonata da persone in carne ed ossa, senza click, sequenze, autotune o virtual instruments.
La musica entra nella sua esistenza in tenera età, quando a otto anni emula un compagno di scuola e inizia a prendere lezioni di chitarra.
Si è laureato in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino ed ha esercitato la professione di ingegnere, fino al settembre 2024, quando ha deciso di dare una svolta alla sua vita e di rendere la passione per la musica la sua occupazione a tempo pieno.
Oltre alla chitarra, ha studiato pianoforte, flauto traverso e canto lirico.
Per quanto riguarda quest'ultimo, ha ricoperto diversi ruoli da baritono fino ad ottenere, nel 1994, un ruolo primario nell’opera di Felice Lattuada Le Preziose Ridicole eseguita al Teatro Carignano di Torino e al Teatro Coccia di Novara con l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio di Torino.
Successivamente, concedendosi un periodo sabbatico dal lavoro, ha studiato Canto Jazz al Berklee College of Music di Boston.
Nel 2019, ha riscoperto la passione per la chitarra, riprendendo a studiare con grande dedizione e continuità chitarra e armonia jazz con musicisti di rilievo nel panorama italiano.
Nello stesso periodo, dopo aver pubblicato il romanzo breve intitolato La felicità si misura in secondi, Abrate è approdato all’attuale attività cantautoriale, facendo così convergere i suoi due grandi interessi per la musica e per la letteratura.
Abrate definisce il suo progetto “Canzoni 50e50”, intendendo, con tale espressione, la pari dignità che, per lui, ricoprono sia la musica, sia le parole all'interno di una canzone. La visione artistica del cantautore torinese, infatti, si discosta dai brani in cui la musica è solo il sottofondo di una poesia, o viceversa dalle canzoni in cui il testo è un puro pretesto per cantare una melodia.
A fine 2024, ha pubblicato un disco di 11 canzoni originali cantate in italiano dal titolo Un albero da amare, ossia l'albero della vita: simbolo di nascita e rinascita, che, nel suo caso, coincide con la rinascita rappresentata dalla ritrovata passione per la musica e con essa della vita stessa.
La canzone QB di questo album è stata premiata nel 2024 nella categoria “Testo ed Esecuzione” alla rassegna di cantautori La canzone che verrà del Teatro del Navile di Bologna.
Il suo brano Nozomi, inoltre, è stato finalista nel 2025, nella categoria inediti, del Festival Internazionale Je so Pazzo tenutosi a Marino (Roma).
Dopo la pubblicazione del disco, Abrate ha dato l’avvio all’attività live formando un trio in cui la sua voce e chitarra si uniscono a contrabbasso e batteria/percussioni. Anche durante le sue esibizioni dal vivo, il cantautore torinese riserva estrema importanza alle parole, introducendo ciascun brano con il contesto da cui è scaturito e citandone la fonte di ispirazione: un fatto autobiografico vissuto in prima persona, un episodio letterario, una scena cinematografica o un attimo di vita osservato e rimasto impigliato nella memoria.

Non scrive le sue canzoni pensando di allinearsi al sound contemporaneo né a quello cantautorale degli anni ‘70 - ’90: desidera infatti avere completa libertà espressiva per raccontare le sue storie, esplorando diversi stili e generi, mischiando le ballad tipicamente cantautoriali con colori e ritmi quali: la Bossa, il Reggae, il Funky e il Blues.
I riferimenti musicali di Abrate sono costituiti da musicisti e autori che, come lui, danno la stessa importanza a musica e testo: da Ivano Fossati a Lucio Dalla, da Niccolò Fabi agli Avion Travel fino ad artisti internazionali quali Joni Mitchell, Randy Newman, Peter Gabriel, Sting.
Scrivere canzoni gli consente di lasciare un piccolo segno, una traccia del suo passaggio. Inoltre, è convinto che il cantautore, come ogni artista, possa essere uno specchio che permette all’ascoltatore di mettere a fuoco cose che lo riguardano profondamente, ma su cui non si era soffermato, distratto dal rumore di fondo della vita di tutti i giorni.
Dal momento che quello che ha da raccontare su “musica e dintorni” non può stare totalmente racchiuso nei 3-4 minuti di una canzone, il cantautore torinese ha recentemente iniziato a pubblicare una newsletter/blog sulla piattaforma Substack intitolata Taccuino di Viaggio, per creare connessioni emotive stabili e scambi di idee con i suoi ascoltatori.
A fine 2025, Abrate ha iniziato la pre-produzione del suo secondo album di inediti che sarà intitolato: Di quanti azzurri può essere il cielo.
Il titolo dell’album deriva da un verso di una canzone che sarà contenuta nell’album stesso, Nelle mie foto, che sottintende le molteplici ispirazioni ritmiche e stilistiche che animano le canzoni dell’album, ma anche il concetto di inclusività e multiculturalità sociale a lui molto caro. Inoltre, il titolo è anche un omaggio al celeberrimo brano di Rino Gaetano Ma il cielo è sempre più blu.
